AUSTRALIA DAY, il giorno degli australiani

Una delle cerimonie dell'Australia day, photo by David Clare courtesy of Australia Day Council of NSW

Concerti di musica rock e classica all’aperto, nei teatri e per le strade. Cerimonie istituzionali con onori militari e discorsi alla nazione. E poi ancora: grandi raduni di imbarcazioni nelle città sul mare con addirittura una regata tra traghetti,  il divertimento in  spiaggia e i grandi barbecue in famiglia e con gli amici. Sono gli ingredienti principali dell’Australia day, la festa nazionale più importante del nuovissimo continente che si celebra ogni anno il 26 gennaio.

Ma cos’è e perché si celebra l’Australia day? E’ una sorta di giorno della fondazione in cui si ricorda, appunto, la nascita del primo dominio della corona Britannica nel continente con la creazione dell’odierno stato del New South Wales e la fondazione della città Sydney.

La tradizionale gara tra traghetti durante l'Australia day, photo by David Clare courtesy of Australia Day Council of NSW

La tradizionale gara tra traghetti durante l’Australia day, photo by David Clare courtesy of Australia Day Council of NSW

Nell’immaginario di tutti l’Australia è la terra dei canguri e dei Koala, con il Sole, il mare e la gente sui surf. Chi ha un minimo di cognizioni storiche sa che l’Australia è una ex colonia inglese scoperta dal mitico navigatore James Cook e che i suoi veri abitanti non sono quelli che vi dimorano oggi bensì gli aborigeni. Ma James Cook non ha scoperto l’Australia, E’ stato solo (si far per dire) il primo Europeo ad approdare sulla costa orientare del continente a Botany bay (oggi sobborgo di Sydney) e a prendere contatto con i primi aborigeni. Questo avveniva nel 1770, la scoperta dell’Australia è dovuta invece ad un altro esploratore meno noto: Willem Janszom, navigatore olandese che avvistò per primo il continente Australe ben oltre 150 prima di Cook, nel 1606. Se quindi Cook è il più famoso navigatore dell’Australia e Janszom il vero scopritore per gli australiani c’è un terzo personaggio storico che è quasi più importante: il suo nome è il capitano Arthur Phillip.

Infatti, non è che Cook mise piede in Australia e neprese subito il possesso per conto della monarchia inglese. Fu, invece, Arthur Phillip, londinese di nascita, che il 26 gennaio del 1788 (diciotto anni dopo Cook), sbarcò nell’odierna baia di Sydney e, ufficialmente prese possesso della terra fondando il New South Wales. Philip fu anche colui che fondò il primo insediamento oggi conosciuto come Sydney, città che per molto tempo fu  una colonia penale inglese. Ecco le motivazioni alla base dell’odierna festa nazionale che si celebra fin dal 1808 e che dal 1818, in occasione del trentesimo anniversario è diventato un giorno di vacanza per coloro che vivono e lavorano in Australia.

Oggi la festa è celebrata con tantissime manifestazioni in ogni stato dell’Australia (ma soprattutto a Sydney) ed è  l’occasione per trascorrere qualche ora di  divertimento all’aria aperta (in Australia a gennaio è piena estate). E’ il giorno dove gli australiani si sentono più australiani, e gli stranieri che vivono lì un pochino australiani anche loro.

Ma non è tutto celebrazioni e felicità. L’Australia day è anche, purtroppo, una festa che ha diviso, divide e ancora fa discutere.

Se infatti lo sbarco nella baia di “Sydney” di Phillip fu la fondazione di tutto quello che un viaggiatore può vedere oggi in Australia, per gli aborigeni quel giorno fu una vera e propria sciagura. Lì, infatti, comincio simbolicamente e de facto, il dominio colonialista britannico del continente con i soprusi e la progressiva perdita della millenaria cultura che gli aborigeni detenevano nel continente.

Per questo, ancora oggi, per molte persone, in particolare per gli aborigeni, l’Australia day è conosciuto come “Invasion day”, il giorno dell’invasione, uno dei diversi nomi con il quale gli aborigeni da anni palesano la loro protesta.

un'imbarcazione allestita a festa durante la Harbour parade, photo by Brendan Read, courtesy of Australia Day Council of NSW

un’imbarcazione allestita a festa durante la Harbour parade, photo by Brendan Read, courtesy of Australia Day Council of NSW

La prima protesta fu il 26 gennaio del 1938. Gli aborigeni proclamarono quel giorno come “Mourning day”, giorno del lutto, e scesero in strada con una manifestazione di protesta. Nel 1988, poi, in occasione del bicentenario della fondazione,  il nome del giorno venne cambiato, appunto, in Invasion day. Da molti aborigeni il 26 gennaio è conosciuto anche come Survival day, in ricordo della tenacia con la quale gli autoctoni ancora oggi cercano di non farsi assimilare del tutto dalla cultura Occidentale.

E’ quindi una festa che unisce tutti solo parzialmente, tanto che da anni è allo studio l’ipotesi di cambiare data alla celebrazioni per il giorno dell’Australia. Durante i dibattiti politici sono state avanzate diverse proposte, quella più interessante sembra quella dell’Anzac day, il 25 aprile (festa legata alla memoria della guerra). In attesa della decisione, però, gli australiani si godono questa giornata nel più autentico stile rilassato che contraddistingue chi abita in questo straordinario continente.

 

 

 

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