Deer cave, In Borneo nella caverna più grande del mondo

Deer Cave, la straordinaria caverna del parco con il passaggio naturale più grande del mondo

Alla scoperta del Gunung Mulu national park

Il cuore della foresta pluviale del Borneo racchiude alcune delle meraviglie più antiche del mondo. Qui è ubicata “Deer cave”, la più grande caverna naturale del pianeta con la più alta concentrazione di chirotteri del globo che ogni giorno compiono uno straordinario esodo collettivo per uscire dalla loro tana e procurarsi il cibo. Questo spettacolo unico si può ammirare al Gunung Mulu national park, uno dei luoghi più remoti del pianeta, nella parte malese del Borneo. Il parco si trova nel Sarawak, quella regione misteriosa che sul finire dell’Ottocento accese le fantasie letterarie di Emilio Salgari e fece da cornice alle avventure del pirata Sandokan.

L'ingresso del Gunung Mulu national park nel cuore della foresta pluviale del Sarawak

L’ingresso del Gunung Mulu national park nel cuore della foresta pluviale del Sarawak

I suoi confini si estendono per oltre 500 chilometri quadrati e comprendono la foresta pluviale più antica del mondo (circa 150 milioni di anni). Nel 2000 il sito è stato dichiarato patrimonio mondiale dall’Unesco.

Il parco

Il Gunung Mulu park è un concentrato di tutto quello che un essere umano può aspettarsi dalla grandezza di Madre Natura. E chi per la prima volta si trova ad esplorare una foresta pluviale non può che rimanere incantato dalla flora e dalla fauna del Borneo (leggi anche: “In Borneo le scimmie hanno la proboscide).

Il parco prende il nome dal monte Mulu (2.370 metri slm) ed è visitabile tutto l’anno. Un soggiorno di quattro o cinque giorni è sufficiente per scoprire molte delle sue bellezze ma per compiere le escursioni più spettacolari è necessario un soggiorno più lungo.

L’attrazione principale è rappresentata dallo straordinario sistema di caverne e passaggi sotterranei esplorabili partecipando ai tour organizzati dai ranger del parco e dalle guide specializzate. Esistono escursioni quotidiane per ogni livello di difficoltà: dalle facili passeggiate alle vere e proprie spedizioni speleologiche.

Si possono compiere anche escursioni autonome nella foresta su percorsi di passerelle in legno che si snodano per alcuni chilometri. I ranger hanno costruito anche un “Canopy trek” sospeso a oltre 20 metri da terra per poter ammirare la natura dal tetto degli alberi e percorrere passaggi mozzafiato. Di sicura emozione è anche un’escursione notturna per il parco per ammirare la frenetica attività di decine di specie diverse di insetti, di rettili e perdersi tra i misteri e i suoni della foresta. Si possono compiere tour in barca per risalire o scendere il corso del fiume Sungai Melinai Paku o per recarsi alle spettacolari cascate Paku.

Borneo-cave (9)Esiste anche la possibilità di compiere trekking a piedi di più giorni (con guida esperta): il più spettacolare è quello di tre giorni per raggiungere i pinnacoli del parco, una serie di formazioni rocciose taglienti come rasoi e alte decine di metri molto simili a quelle famosissime che si possono trovare in Madagascar. C’è poi un secondo impegnativo trekking di 4 giorni attraverso la giungla per giungere alla sommità del monte Mulu; oltre, infine, ad un percorso a piedi che raggiunge il parco dalla cittadina di Limbang: il cosiddetto “Headhunter’s trail.

Sì perché in questa parte del Borneo vivevano (e vivono) i famosi tagliatori di teste, i Dayak che nel passato praticavano questo terribile ai danni dei loro nemici. Non ho avuto l’occasione di incontrare discendenti dei Dayak, ho invece visitato un villaggio di Penan, un’altra antichissima popolazione del Borneo attualmente in pericolo di estinzione. I Penan vivono in palafitte di legno nel cuore della foresta pluviale dalla quale traggono tutto il loro sostentamento come cibo e medicinali. Sono un popolo dalle tradizioni antichissime che vive in simbiosi con la natura.

Un momento del "Bat Exodus", milioni di pipistrelli escono per la nottata di caccia

Un momento del “Bat Exodus”, milioni di pipistrelli escono per la nottata di caccia

Deer Cave

Compiere la visita di questa caverna è, senza dubbio, una delle esperienze più spettacolari che si possano compiere in una intera vita. Non solo perché Deer Cave, la caverna del cervo, è il passaggio nella roccia più grande del mondo, ma anche per quello che si trova al suo interno.

Deer Cave è enorme e i custodi del parco hanno realizzato al suo interno una grande struttura di camminamenti in legno (comunque insignificanti se paragonati alla grandezza del sito).

Già all’ingresso si rimane a bocca aperta: rocce di molteplici colori (per la presenza dei diversi metalli), strane chiazze bianche sul terreno che guardate da vicino sono tele di centinaia di pericolosi ragni, umidità che crea una luce e un riflesso indescrivibile. L’interno è ancora più straordinario. Camminando per la caverna si nota lo strano colore nero del terreno che a prima vista ricorda una grande distesa di cenere o lava arrivata lì da chissà dove.

Una delle distese di guano di pipistrello all'interno della spettacolare Deer cave

Una delle distese di guano di pipistrello all’interno della spettacolare Deer cave

La verità è sconcertante: quel terreno è formato da migliaia di tonnellate di guano di pipistrello. La caverna è, infatti, abitata da milioni di chirotteri e il loro sibilo, che si nota già dall’ingresso, diviene un vero e proprio frastuono avvicinandosi alle loro tane. Continuando l’esplorazione ecco che il terreno si trasforma in una vera e propria montagna di guano alta decine di metri che, neanche a dirlo, sembra muoversi come per magia!

Basta puntare la propria torcia verso la “montagna” per scoprire il mistero: sopra al guano vivono migliaia di scarafaggi e il loro movimento crea l’illusione di tutta la “montagna” che si sposta. E’ un momento che toglie il fiato anche per il rumore emesso dal movimento degli scarafaggi simile a quello delle fette di bacon che sfrigolano sul fuoco. Man mano che ci si addentra in Deer Cave e la luce si affievolisce si viene quasi presi d’assalto dagli insetti che vivono anche lungo i camminamenti. Meglio non toccare niente (nemmeno i corrimano delle passerelle) e non soffermarsi troppo con la torcia su un punto preciso per non fare qualche spiacevole scoperta (Guarda la gallery sugli strani insetti del parco).

La visita si conclude con l’osservazione del fiume sotterraneo che scorre nella Deer Cave. Se effettuata di pomeriggio si ha appena il tempo di uscire dall’immensa caverna e allontanarsi quel tanto necessario per assistere ad uno degli eventi più straordinari della natura.

Ogni giorno, infatti, poco dopo le 5 del pomeriggio, milioni di pipistrelli che dimorano nella caverna si svegliano ed escono per cominciare la loro nottata alla ricerca di cibo: è il “Bat exodus”. I chirotteri volano fuori dalla caverna in un flusso continuo simile ad una scia di fumo nero. (guarda il video del Bat Exodus). Sono così tanti che la “processione” può durare anche un’ora o più. Escono in file serrate e in posizione di difesa perché, come natura vuole, ad attenderli ci sono gli sparvieri dei pipistrelli pronti a calare sulle prede.

Mulu insects (25)Trasporto, vitto e alloggio

L’unico mezzo per raggiungere il Gunung Mulu national park è in aereo utilizzando piccoli aeromobili charter o un volo di linea bisettimanale (a seconda delle condizioni meteo) dalle città di Miri (Sarawak) o Kota Kinabalu (Sabah).

Non esistono collegamenti via terra, perché non ci sono strade. In teoria si può raggiungere il parco risalendo il corso del Baram river e dei suoi affluenti (da Miri) attraverso la giungla con una piccola imbarcazione privata ma è un percorso lungo e non privo di pericoli. Un’altra alternativa è quella di raggiungere la già citata cittadina di Limbang, al confine con il Brunei, e poi da lì attraversare la foresta a piedi per 5 giorni (alcuni guide locali offrono il servizio).

Io sono partito in aero da Miri. Ho volato su un Atr72 con propulsione ad elica e ho raggiunto il piccolo aeroporto del parco nazionale in circa 45 minuti di volo.

Una volta sul posto esistono diversi tipi di alloggio. Si va dal principesco “Mulu Marriot resort” immerso completamente nella giungla, ai bungalow e alle tradizionali longhouse malesi, ubicate direttamente nel parco, fino alle sistemazioni più economiche in ostelli e guesthouse situate in posizione strategica vicino al quartier generale del parco. Si può, infine, anche alloggiare senza prenotazione in alcune in case private dislocate lungo i 2 chilometri dell’unica strada che collega l’aeroporto al parco.

 

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