Trovare casa e lavoro a Londra

L'iconica ruota panoramica lungo il Thames

Dal trovare un alloggio in breve tempo ad aprire un conto corrente bancario in una mattina, fino al disbrigo delle fondamentali pratiche burocratiche per poter iniziare a vivere e lavorare nella vibrante capitale della Gran Bretagna.

Trasferirsi a Londra è il sogno di tanti italiani e una volta valutati i pro e i contro della nuova avventura (leggi: “Trasferirsi a Londra: perché sì, perché no)” non resta altro che partire. Ma per chi improvvisa tutto il sogno può trasformarsi immediatamente in un incubo. Ecco, allora, alcuni consigli che possono rendere la migrazione verso la terra di Albione meno traumatica. La cosa migliore da fare per trasferirsi a Londra sarebbe partire avendo già una casa e un lavoro (magari ben pagato) ad attenderci. Di solito, però, non è così, quindi se si parte “al buio”, la prima cosa da sapere è che è necessario avere a disposizione il denaro per vivere decorosamente almeno per 30 giorni così da poter cercare (e trovare) un posto di lavoro.

Con un pizzico di fortuna un mese potrebbe bastare per sistemarsi in via quasi definitiva perché con il passare dei giorni vi accorgerete che organizzare la propria vita direttamente sul posto è, in fin dei conti, la scelta migliore.

Primi passi a Londra. Siete, dunque, arrivati in aereo a Londra. Una volta atterrati acquistate immediatamente una “Oyster card”, la carta ricaricabile per i mezzi pubblici in vendita in tutte le edicole e minimarket. Essa vi permetterà di spostarvi senza spenderete una fortuna: ricordate che una corsa in metro anche di una sola fermata costa ben 4,8 sterline!!! Con una Oyster card il prezzo scende a 2,3 sterline.

Per i primi giorni alloggiate in un ostello o in una pensione: cercatene una non troppo cara, ma che sia in una delle zone centrali della città per non dover fare continuamente lunghi e costosi viaggi sui mezzi pubblici. La seconda cosa è acquistare una Sim-card per il vostro smartphone: avere un numero di telefono inglese e un accesso ad Internet è, infatti, fondamentale per trovare lavoro e per esplicare alcune necessità di tipo burocratico.

Detto ciò, dopo aver mossi in primi passi in città è bene dedicarsi fin da subito alla ricerca di un vero Alloggio. Per non spendere tutti i soldi con il conto dell’albergo è necessario trovarne uno nel più breve tempo possibile. Oltre ai soldi c’è anche una ragione tecnica: è necessario possedere un indirizzo per poter superare alcune questioni burocratiche.

La National gallery di Londra a Trafalgar square

La National gallery di Londra a Trafalgar square

A Londra i prezzi degli immobili sono altissimi e la velocità con cui avvengono i passaggi di proprietà o le pratiche di affitto è spaventosa. Nella nuova city in via di sviluppo nella zona dei “Docks” di Canary Wharf, ad esempio, interi piani di grattacieli vengono venduti il primo giorno in cui vengono messi sul mercato. A South Kensington o a Belgravia un appartamentino di 50 metri quadrati può superare tranquillamente il milione di sterline! Certo, sono le zone più care di Londra, ma ovunque non si scherza. Sul fronte affitti la questione non cambia: se si ha intenzione di abitare nella zona centrale della città (zona 1 o al massimo la 2 della metropolitana) un appartamento con una camera da letto non costa meno di 350 sterline la settimana. Pr questo motivo molte persone iniziano il soggiorno a Londra optando per una stanza in un appartamento condiviso per poi trasferirsi in un appartamento privato in un secondo momento. Il metodo migliore per trovare casa a Londra è via Internet. Esistono tantissimi siti: non perdete tempo con quelli delle agenzie e concentratevi sui due grandi portali web dove tutte le agenzie pubblicano le offerte. I più conosciuti sono “Zoopla” e “Rightmove”. Se invece, cercate una stanza guardate Gumtree che è il sito Internet più utilizzato dagli inglesi per qualsiasi cosa (attenzione alle truffe!). Scegliete tre o quattro alloggi, contattate le agenzie di riferimento e prendete gli appuntamenti tutti lo stesso giorno se vi è possibile. Un appartamento, infatti, rimane sul mercato in media una settimana, dieci giorni al massimo. Una volta visitato un appartamento di sicuro vi verrà immediatamente chiesto se intendete prenderlo e concludere tutto in giornata. Per questo la tattica migliore è visitare gli alloggi tutti insieme (magari al mattino) per poi scegliere il più gradito mentre è ancora a disposizione e recarsi nel pomeriggio in agenzia e imbastire la trattativa.

Nel scegliere l’abitazione valutate la vicinanza dai mezzi pubblici, la durata del contratto (di solito è minimo sei mesi, ma più il contratto e lungo più il prezzo dell’affitto scende). Un appartamento ammobiliato è più caro di uno unfurnished perché l’agenzia sarà in parte responsabile del mobilio. La zona, la dimensione dell’immobile e il numero di persone che ci abiteranno, incideranno sul prezzo della Council tax mensile (circa 100 Pound). La più conveniente al momento è quella della “City of Westminster”. Chiedete, infine, se nel prezzo d’affitto sono comprese alcune delle utenze.

L’agenzia vi chiederà alcuni documenti per poter concludere la trattativa (tra cui un conto corrente bancario in sterline).

Nonostante in Inghilterra sia piuttosto facile sbattere fuori un inquilino moroso, nessuna agenzia vi affitterà una casa senza che forniate loro solide garanzie, soprattutto finanziarie.

Procuratevi, innanzitutto, delle referenze (possibilmente in inglese). Chiedetele ai vostri precedenti padroni di casa, al vostro datore di lavoro, o al vostro ex capo. Dimostrare poi di avere una somma di denaro sufficiente al sostentamento anche a lungo termine o essere in possesso di proprietà è un valido aiuto. Nel caso la vostra posizione non sia delle migliori cercate qualcuno che faccia da garante per voi.

Infine siate pronti a sborsare una consistente somma di denaro extra: la commissione all’agenzia (di solito una mensilità), una somma cauzionale non inferiore a 6 settimane di affitto, alcune imposte e altri costi accessori obbligatori (pulizia finale, check out, ecc…).

Contemporaneamente alla ricerca di un’abitazione è necessario aprire un Conto in banca in sterline. Se, infatti, non è indispensabile per affittare una casa (anche se vivamente consigliato) lo è per lavorare. Lo stipendio infatti, viene versato direttamente sul conto corrente, di solito a cadenza settimanale. Scordatevi un lavoro se non avete un conto corrente in UK.

Su Internet si trovano una marea di articoli che indicano l’apertura di un conto corrente come una via crucis tra istituti bancari. Non credeteci, aprire un conto per un cittadino italiano è facilissimo (non così facile per altri cittadini europei). E’ vero, alcuni istituti chiedono la prova di un domicilio e ampie garanzie finanziarie ma non la Barclays che segue rigorosamente gli accordi in materia bancaria che esistono tra Italia e Gran Bretagna: contattate quindi una filiale e prendete un appuntamento. Presentatevi con il passaporto e date un indirizzo (ma non occorrono prove, quindi ne basta uno a cui potete accedere). Portatevi gli spiccioli da versare sul nuovo conto che verrà immediatamente aperto. In 48 ore poi vi arriverà all’indirizzo la vostra carta-debit con la quale potrete compiere qualunque operazione e prelevare i soldi versati.

La storica torre di Londra fotografata dal fiume Thames

La storica torre di Londra fotografata dal fiume Thames

Ora che casa e conto sono a posto è il momento di dedicarsi anima e corpo a cercare e trovare lavoro. Nella capitale britannica le offerte di lavoro non mancano. Si calcola che i siti Internet che raccolgono le maggiori offerte pubblichino circa 2.000 nuove offerte di lavoro ogni giorno! La domanda di personale in ogni settore è quindi altissima ma anche l’offerta è alla pari. La concorrenza è spietata e può capitare che, nonostante pensiate di essere tagliati per un determinato lavoro, non riusciate a farvi notare tra le migliaia di domande. E’, quindi, innanzitutto, fondamentale preparare un buon curriculum che parli delle vostre competenze, delle vostre esperienze (soprattutto nel settore in cui vi proponete di lavorare). In linea di massima sarebbe opportuno modificare il curriculum per ogni application. Non fissatevi su una cosa sola ma mandate curriculum a pioggia (il curriculum su modello europeo non è molto gradito purtroppo). E’ inutile presentarsi porta a porta perché a Londra ormai tutto informatizzato. Il primo contatto si trova su Internet. I siti più utilizzati dagli inglesi sono “Gumtree”, “Monster” e “Indeed” che raccolgono la maggior parte degli annunci, Ma scandagliate sempre anche i siti delle aziende: se hanno una sezione “job” o “career” compilate lì l’application così avrete maggiori possibilità di essere contattati per un colloquio di lavoro. Esistono anche centinaia di agenzie che vi aiuteranno a trovare un posto di lavoro in base alle vostre caratteristiche e al vostro curriculum. EVITATE ASSOLUTAMENTE chiunque vi chieda denaro in cambio di aiuto per trovare un posto di lavoro. Vi stanno truffando: nel Regno Unito è un reato chiedere denaro in cambio della ricerca di un lavoro. Se incappate in queste agenzie (alcune purtroppo gestite da italiani) noterete che il compenso che vi chiederanno (dai 100 ai 300 Pound) verrà registrato ufficialmente come “iscrizione ad un club di servizi” o iscrizione ad un “corso”, non come consulenza per il lavoro. Queste agenzie, oltre a promettervi mari e monti senza concludere niente vi forniranno solo servizi che sono assolutamente gratuiti e potete sbrigare da soli. Le agenzie serie, invece, non chiedono soldi perché il loro guadagno deriva dalle aziende che si affidano a loro per la ricerca di personale.

L'abbazia di Westminster ubicata a pochi metri dal Big Ben

L’abbazia di Westminster ubicata a pochi metri dal Big Ben

Se verrete chiamati per un colloquio preparatelo prima (soprattutto se avete difficoltà con la lingua); siate pronti a dimostrare oltre alle vostre competenze anche la vostra predisposizione per il gioco di squadra (importantissimo in UK). Il settore dell’hospitality è quello in cui si può trovare più facilmente lavoro: l’offerta è amplissima e ci sono aziende e catene che hanno migliaia di impiegati. Oltretutto il settore è un ottimo trampolino di lancio per il vostro inglese (potrete in seguito cercare un lavoro più consono ai vostri studi). Ricordate poi che a Londra sono maniaci della formazione: c’è dappertutto e ad ogni livello. Vi verrà sicuramente chiesto di frequentare un corso anche di pochi giorni se otterrete il posto di lavoro aspirato. Se aspirate ad un lavoro di livello elevato ricordate che dovrete probabilmente fornire la documentazione della vostra formazioni in inglese (sarà necessario tradurre il certificato di laurea ad esempio).

Tax number. Per poter lavorare nel Regno unito dovete anche essere in possesso di un “national insurance number”, brevemente, “NiN” o “NiNo”; ovvero un codice che vi identificherà ai fini fiscali e vi permetterà di pagare le tasse (è come il nostro codice fiscale). Per un cittadino dell’Unione europea ottenere il numero è relativamente facile ma, come tutte le procedure burocratiche richiede tempo: dovete contattare telefonicamente gli uffici del governo e prendere un appuntamento (vi verrà assegnato entro un paio di settimane). A quel punto vi recherete in un job center del governo dove inoltrerete la domanda per ottenere il “NiN”. In quell’occasione dovrete anche sostenere anche una breve intervista da uno degli officer. E’ necessario avere con sé il passaporto (meglio avere due documenti di identità). Portate con voi anche qualsiasi prova con la quale poter dimostrare di avere un indirizzo in UK (contratto d’affitto, utenze, estratti conti bancari anche italiani spediti al vostro indirizzo londinese, ecc…). Sebbene, infatti, è consuetudine assegnare comunque un “NiN” ad un cittadino dell’Unione, sarebbe necessario avere un domicilio nel Regno Unito, non fosse altro per il fatto che il “NiN” vi verrà spedito per posta al vostro domicilio ufficiale. Senza numero non si può lavorare e ci vogliono circa 40 giorni per ottenerlo dopo aver presentato la domanda. Nel frattempo, se avete già trovato un posto di lavoro, il vostro datore ve ne assegnerà uno provvisorio (ma dovrete dimostrargli che avete fatto l’application per ottenere il numero). Con un numero provvisorio si paga il massimo della tassazione.

Buona fortuna…

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