Andiamo tutti a sciare in nuova Zelanda

La Nuova Zelanda vanta tra le sue bellezze il comprensorio sciistico più grande dell’emisfero australe.  l’isola meridionale del Paese dei Kiwi è quella dove è ubicata la famosa “capitale” degli sport invernali: Queenstown. Questo centro per lo sport e il divertimento (leggi l’articolo su Queenstown) è circondato da montagne che superano i 2.000 metri  su cui i neozelandesi hanno realizzato quattro stazioni sciistiche che attirano ogni anno migliaia di turisti. Sono, rispetto a quelle a cui siamo abituati in Italia e in Europa, di dimensioni modeste e poco o scarsamente attrezzate.

Posti in cui il business del turismo sulla neve non è ancora decollato del tutto e in cui i servizi non sono completamente efficienti. Questo handicap però se visto da un’altra prospettiva si traduce in piste da sci e impianti di risalita ubicati nel cuore della natura selvaggia che regalano agli appassionati sciate in un ambiente incantevole e da favola. Un concentrato di natura ancora parzialmente immacolata.

Le piste da sci di Cardrona

Le piste da sci di Cardrona

CORONET PEAK

E’ il più famoso resort del Sud della Nuova Zelanda. Non solo perché, Coronet Peak, è il più vicino e facilmente accessibile da Queenstown, ma anche perché è il resort dove, tutto sommato, ci si diverte di più e, addirittura, si può sciare anche di notte. Coronet Peak dista appena 16 chilometri da Queenstown ed è facilmente raggiungibile sia in auto che con un bus di linea a cadenza oraria. La neve è buona e quando non è abbondante c’è quella artificiale a compensarne la mancanza. La base della stazione sciistica è dotata di bar, ristorante, scuola sci e negozio/noleggio attrezzatura.

Il rifugio con ristorantino lungo le piste di Coronet Peak

Il rifugio con ristorantino lungo le piste di Coronet Peak

Gli impianti di risalita sono quattro e ci sono anche due tapis roulant che portano i principianti a monte di una collinetta di dislivello moderato dove gli sciatori alle prime armi possono imparare a sciare. Alla sommità delle piste c’è un simpatico chiosco bar che serve birra e hot dog e alla base di uno degli skilift c’è un rifugio con un ristorante a la càrte che sforna specialità locali e di montagna. Insomma Coronet Peak ha tutti gli ingredienti giusti per una giornata di puro divertimento sulla neve. Unico neo il prezzo dello skipass: 104 dollari Neo zelandesi (oltre 60 euro) per il giornaliero e 56 dollari per lo sci notturno (che si pratica su una sola pista).

THE REMARKABLES 

Se vuoi imparare a sciare, voi diventare un campione di evoluzioni sullo snowboard, oppure hai intenzione di trascorrere una tranquilla giornata sugli sci insieme ai tuoi bambini questo è il posto ideale. Tra le stazioni sciistiche che ho visitato durante il mio viaggio in Nuova Zelanda “The Remarkables” è quella in cui non tornerei nel caso di un’altra vacanza sulla neve nella terra dei Kiwi.

Le piste sono poche e poco innevate, la maggior parte sono di una difficoltà ridicola per uno sciatore esperto e le uniche due nere, al contrario, sono difficilissime, non battute, con varianti poco e per niente innevate e con la scomodità di non avere un impianto di risalita a valle. Chi vuole sciare su quelle piste è costretto a tornare nella zona degli impianti utilizzando un apposito bus navetta.

Opinione personale ovviamente, perché “The Remarkables” ha anche tante qualità positive. Tra i quattro resort del Sud della Nuova Zelanda, questo è, innanzitutto, il migliore per chi vuole imparare a sciare (o per chi mette gli ai piedi per la prima volta). Le piste sono tutte facili e i tre impianti di risalita sono  seggiovie a sganciamento automatico (quelle che rallentano, per intenderci). Inoltre c’è un tapis roulant per i neofiti al quale si accede senza acquistare lo skipass. RemarkablesOvviamente è presente in loco una scuola di sci e snowboard.

Le piste sono sempre al sole e chi proprio non se la sente di sciare può starsene sulla terrazza ristorante che si affaccia proprio davanti alle piste per i principianti. Se, come detto, una visita a The Remarkables non vale la giornata per un sciatore esperto, può essere soddisfacente per chi pratica snowboard a livello avanzato e vuole imparare o cimentarsi nelle evoluzioni. Il resort è, infatti, dotato di uno snow-park di dimensioni ragguardevoli considerato lo standard delle stazioni sciistiche dell’emisfero australe. Ci sono salti di neve di altezza moderata e media, ostacoli di vario genere e perfino un salto con atterraggio su una struttura gonfiabile dedicato a chi vuole imparare le evoluzioni senza farsi male.

Alla base delle piste c’è una grande struttura con ristorante, bar, noleggio attrezzatura, lockers e negozio. C’è anche un piccolo bar sulle piste. The Remarkables dista circa 23 chilometri da Queenstown (40 minuti) in direzione Sud Est. La strada è di pendenza moderata ed è quasi interamente asfaltata. Il tratto di sterrato (circa 8 chilometri) è comunque di pendenza moderata, poco esposto e fornito di guard-rail. La località si può quindi raggiungere tranquillamente anche senza un’auto a quattro ruote motrici e, più o meno, in qualsiasi condizione meteorologica. Esiste un bus che effettua la tratta Queenstown-The Remarkables con servizio orario giornaliero ad un costo contenuto. Lo skipass, invece, costa come quello per Coronet Peak: 104 dollari neozelandesi (oltre 60 euro) se non si opta per un pacchetto di più giorni.

TREBLE CONE

Questa stazione sciistica ha la fama di essere la migliore di tutta la Nuova Zelanda. Questo grazie all’estensione del resort (il più grande dell’isola sud), al panorama stupendo che si gode dalle piste e grazie alla presenza di neve fresca e abbondante per tutto l’inverno. Personalmente ho trovato questa stazione sciistica molto sopravvalutata rispetto alla realtà. Basterebbe già un’occhiata alla ski-map per rendersi conto che due soli impianti di risalita per una stazione sciistica che aspira a così grande fama sono un po’ pochini. Ma questo, tutto sommato, è lo standard dello sci nel Sud del mondo.

Le piste innevatissime di Treble Cone

Le piste innevatissime di Treble Cone

Ma non basta: Treble cone è anche il resort meno accessibile tra quelli della Nuova Zelanda che ho visitato: dista circa 100 chilometri da Queenstown (è il centro sciistico più lontano) e non esiste un servizio bus di linea che effettua la tratta. Chi vuole andare a sciare in questa località con i mezzi pubblici deve per forza affidarsi a compagnie private che, di solito, effettuano un servizio giornaliero in partenza di Wanaka (a circa 30km) a prezzi non proprio a buon mercato. Per chi, invece, vuole andare in auto il tragitto è facile fino alla base della montagna, poi la strada diventa sterrata, ripida, stretta e senza protezioni di sorta. Se non si è abituati c’è da aver paura in caso di maltempo ed è altamente consigliato un mezzo 4×4.

La stazione sciistica è piuttosto povera. C’è un solo complesso (quello da cui parte uno degli impianti) con un bar e ristorante self-service, noleggio attrezzatura e quant’altro. Sulle piste niente (il ristorante segnato sulla mappa in realtà è chiuso). Inoltre, la parte delle piste nere e della valle in cui si pratica il fuori pista migliore è per metà della stagione chiusa o non controllata dagli operatori della stazione sciistica. Detto questo Treble Cone presenta comunque un fascino molto particolare. Il panorama è unico: si scia godendo la vista di un’enorme pianura e dei laghi circostanti. Alcune piste sono tra le più lunghe della Nuova Zelanda (c’è una discesa di oltre 4 chilometri) la neve è abbondante e il fuori pista è assicurato. Nelle belle giornate, infine, il resort è per lo più illuminato dal sole (skipass 108 dollari).

CARDRONA

Tra i resort del Sud della Nuova Zelanda Cardrona è quello che assomiglia di più a una stazione sciistica italiana e, quindi, è il mio preferito. La neve c’è ed è buona, le piste sono varie e con diversi livelli di difficoltà, il panorama non è da mozzafiato come quello che si gode a Treble Cone ma è assolutamente fantastico se paragonato ad una località sciistica europea che non sia il Monte Bianco o simili.

La pericolosa strada sterrata che porta alla stazione sciistica di Cardrona in Nuova Zelanda

La pericolosa strada sterrata che porta alla stazione sciistica di Cardrona

In più, la stazione sciistica è servita, finalmente, da un vero e proprio complesso turistico: una sorta di mini villaggio dove c’è un ristorante un paio di bar un paio di negozi e dove si può anche pernottare per poter così mettere gli sci ai piedi non appena usciti dal proprio alloggio. Non solo, a valle della stazione sciistica dove inizia la salita per raggiungere il resort c’è il “Cardrona hotel”, uno degli alberghi più belli e vecchi di tutta la Nuova Zelanda, che conserva ancora il fascino di luogo di montagna e di “frontiera” insieme.

Nuova Zelanda  Queenstown Cardrona

La stazione sciistica di Cardrona

Le piste, appunto, sono varie e servite da tre impianti di risalita in tutto. C’è anche una half pipe per snowboarders esperti e nel punto più lontano rispetto alla stazione principale è ubicato anche un simpatico rifugio con bar e ristorante. C’è tutto, insomma, perfino ampi parcheggi per i momenti di maggior affollamento e un servizio di navetta che accompagna gli sciatori dai parcheggi a bordo pista. L’unico punto negativo è la via d’accesso al resort che, come nel caso di Treble Cone, è tutta su sterrato e completamente priva di qualsiasi barriera protettiva. Fortunatamente, rispetto all’altro resort, la strada è meno ripida e la carreggiata è decisamente più larga.

E’ comunque opportuno fare attenzione ed è consigliato un mezzo 4wd se non si vuole percorrere l’intero tratto, 12 chilometri, in preda alle palpitazioni e con il rischio di finire in un burrone. Cardrona dista circa una 60ina di chilometri da Queenstown (1 ora e mezza di strada di montagna) e 35 chilometri da Wanaka. Il costo dello skipass nel 2015 era di 101 dollari Neozelandesi al giorno (oltre 60 euro).

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