Trasferirsi a Londra: perché sì, perché no

Il Big Ben visto da Parliament square

Chi non ha mai pensato: “Mollo tutto e me ne vado dall’Italia”? Tutti almeno una volta nella vita. C’è chi ama i viaggi perché vuole scoprire sempre cose nuove, chi li ama perché poi tornare a casa è più dolce e chi è pronto ad acquistare un biglietto di sola andata. Quale meta dunque?

Nonostante la recessione economica che percorre un po’ tutta l’Europa e l’incertezza sul futuro a medio periodo delle politiche di immigrazione del Regno unito, Londra continua ad essere un approdo sicuro ed è in cima alla lista delle capitali europee per opportunità professionali.

Ho vissuto e lavorato nella capitale del Regno unito per diversi mesi diventando inconsapevole testimone di un mondo in continuo movimento. A Londra basta un pizzico di fortuna, attitudine positiva e tanta buona volontà per trasformare quasi ogni sogno in realtà. Certo, Londra non è il paradiso ed è bene sapere a cosa si va incontro prima di avventurarsi allo sbaraglio…

Partiamo quindi dalle cose positive: Londra è il centro finanziario più importante d’Europa ed uno dei più importanti del mondo. Basta sfogliare gli annunci immobiliari del settore commerciale sui quotidiani londinesi o contare il numero di aziende che operano nella city per accorgersene. Tutte le aziende del mondo di media dimensione stanno aprendo una base o una filiale nella capitale del Regno unito (le grandi aziende ce l’hanno già da una vita). Questo per svariate ragioni tra cui il fatto che essendo la concentrazione di imprese altissima il cosiddetto lavoro di “B2B” ne risulta molto agevolato. Come dimenticare poi il punto di vista non meno importante della tassazione fiscale che è più bassa degli altri paesi europei? (Il caso del trasferimento della Fiat insegna).

I grattacieli della city londinese, il centro finanziario più importante d'Europa

I grattacieli della city londinese, il centro finanziario più importante d’Europa

Chissenefrega si potrebbe pensare, a conti fatti, però, questa situazione si traduce in un grande vantaggio anche per i “comuni mortali” perché chi si trova nella capitale britannica ha molte più possibilità di trovare lavoro. Non solo, per ogni grande e media azienda ci sono poi terzisti, prestatori d’opera e di servizi e migliaia di altre piccole imprese che hanno necessità di personale. Senza contare il settore hospitality e del turismo che negli ultimi anni è letteralmente esploso. Non ci credete? Fatevi un giro nel centro di Londra e contate quanti ristoranti e locali ci sono nel raggio di un chilometro…

Londra è una città globale: nessuno giudica gli altri per il proprio aspetto, cultura, credenze o gusti. Semplicemente non gliene frega niente a nessuno di come vi vestite, quanti tatuaggi avete, di che colore è la vostra pelle o che gusto sessuale avete. L’unica cosa importante è se sapete fare bene quello che vi proponete di fare. Sì, a Londra c’è la meritocrazia, quella vera; altro che Italia: se sei bravo i tuoi meriti vengono riconosciuti a prescindere dalle “conoscenze” dell’ambiente giusto. Londra è una città sicura (o relativamente sicura). Certo, statisticamente il tasso di criminalità è pari alle altre grandi capitali europee, ma il senso di sicurezza percepito è piuttosto alto rispetto a tante altre città. Durante la mia permanenza nel Regno Unito mi sono meravigliato della facilità con la quale una persona può finire con le manette ai polsi: la polizia è molto gentile e si rivolge a tutti con un rispettoso “sir”. Provate, però, semplicemente a salire su un bus senza biglietto e rischierete subito di finire ammanettati in un ufficio di Scotland Yard.

Londra è una città pragmatica e di gente schietta. Il Politically correct a tutti costi e il finto perbenismo in salsa italica sono aboliti. Un esempio divertente è quello della ricerca di un lavoro. Provate a compilare una domanda online e farete una scoperta incredibile: in una “application” oltre ai classici dati anagrafici, vi verrà chiesto innanzitutto di che razza siete (white english, other white, black, ecc…). Poi di che religione siete e infine quale orientamento sessuale avete (tanto per dirne una gli etero vengono indicati come “straight”…) Immaginate cosa accadrebbe in Italia se dovessero farvi una di queste domande, magari per un concorso in Comune… (cadrebbe di sicuro il governo).

Londinesi razzisti? No, semplicemente più pragmatici (diverso è il resto della Gran Bretagna). Conoscere l’etnia o orientamento sessuale di una persona è solo una statistica al fine di dare un quadro dei diversi settori lavorativi e di orientarli al meglio, stop. Quando sono andato in banca per aprire un conto corrente mi ha accolto all’ingresso della filiale una tipica signora inglese sulla 50ina che mi ha fatto accomodare al tavolo di uno dei loro specialisti in consulenza bancaria: un giovane senegalese. Nel mio provincialismo la cosa mi è sembrata curiosa, a Londra, invece, è normale. D’altro canto, per una questione di marketing difficilmente vedrete servirvi del sushi da un italiano o da un africano.

Camden

Un’immagine dell’iconica Camdel town con il suo mercato delle pulci

Londra è una città moderna. I contanti sono quasi aboliti. Non ho mai girato con più di 10 Pound in tasca (e qui entra anche la questione sicurezza). Nella capitale britannica si paga tutto con la carta bancomat anche per una spesa di una sterlina (non serve nemmeno il pin fino a 25 Pound). Il wi-fi gratis è praticamente ovunque: non esiste un luogo pubblico o aperto al pubblico senza Internet. La stragrande maggioranza di negozi e supermercati è perennemente aperta con orari quasi H24. Alcuni prodotti di necessità come una pastiglia per il mal di testa, si trovano anche in edicola. La rete dei mezzi pubblici è vastissima: in metropolitana e bus si può arrivare ovunque in brevissimo tempo; ci sono anche i tradizionali taxi e una ramificatissima rete pubblica di biciclette a noleggio (c’è anche a Milano ma non così efficiente). Non c’è da sutpirsi quini se oltre il 20 per cento dei londinesi non possiede un’automobile. Infine, quasi in ogni settore, le ultime novità si trovano a Londra: dalla musica al cibo, al fashion…

Londra è una città piena di storia e cultura. In questo caso bastano davvero poche parole. La città è una miscela di antico e moderno: ci sono tra i più famosi monumenti e musei al mondo. E poi, su tutto, aleggia la storia e la cultura delle istituzioni monarchiche con il loro corollario di manifestazioni e tradizioni.

Londra è una città dove ci si diverte. A parte il famoso e trasgressivo quartiere di Soho, o la tradizione consolidata di altissima concentrazione di teatri di scena e per musical, tutta la capitale è piena di divertimenti e i londinesi sono alla costante ricerca di posti e cose nuove da sperimentare. C’è la discoteca all’ultima moda e il ristorantino nascosto in un vicolo, c’è il corso di cucina giapponese e fusion e il club per soli uomini dove fumare pipa e sigari, c’è il mercato di Shoreditch e il rock di Camden. E poi c’è il rito del pub e della birra (leggi anche il giro dei migliori pub di Londra) Insomma, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Londra è una città sportiva perché i londinesi ogni tipo di sport. Durante il mio soggiorno sono rimasto colpito dalla quantità di persone che pratica sport nonostante la città sia iper-urbanizzata. C’è chi va a lavorare in sella alla propria bicicletta da corsa o di corsa con il cambio nello zainetto. Ci sono gli storici circoli di canottaggio e i club del polo, e nei parchi vengono regolarmente organizzate classi di fitness. Palestre e piscine, neanche a dirlo, hanno orari impensabili. Non solo, oltre a praticarlo a Londra lo sport lo si guarda tantissimo: a parte il calcio, c’è il rugby, il tennis, il polo, il cricket, e decine di altri sport. Se avrete la fortuna di stabilirvi a Londra vi capiterà di certo di restare a bocca aperta per lo straordinario tifo dei londinesi anche per una semplice partitella di uno sport poco conosciuto o di una categoria minore.

Londra è una città politicamente matura non solo perché nel Regno unito gli elettori sono ordinatamente divisi in pochi partiti, ma anche per il loro modo di manifestare dissenso o sostenere una causa. Ho avuto l’occasione di assistere a qualche manifestazione politica (ce ne sono tantissime, meno che a Roma, ma quasi). Ecco come si svolge un classico corteo: in testa c’è la polizia e un servizio del Comune che piazza le transenne in tempo reale; in mezzo ci sono i manifestanti che sfilano sostenendo la loro causa separati dal resto della gente tramite un nastro di plastica (tipo bianco/rosso per intenderci): nessuno lo vìola (se sei nello spazio del nastro sei un manifestante, se sei fuori sei un passante). La coda del corteo è chiusa dalla polizia e dal un camion del comune che ritira le transenne. Purtroppo il racconto scritto non rende bene l’idea ma un’altra cosa da vedere su questo argomento è lo “Speakers’ Corner” ubicato nell’angolo Nord orientale di Hyde Park dove chiunque può improvvisarsi oratore e tenere il proprio comizio su qualsiasi argomento gli passi per la mente senza censura. Che l’oratore sia fan di Bin Laden o sostenitore della pace nel mondo poco importa, l’unica regola è di non dare fastidio agli altri comizi e di avere uno sgabello per potersi piazzare in una posizione più elevata rispetto al suo pubblico. La “misura” dell’oratore e delle sue parole viene semplicemente valutata dall’interesse rivoltogli dal pubblico.

Ora qualche dubbio sulla capitale che è bene tenere in considerazione prima di partire:

Londra è una città carissima. Una corsa in metro anche di una sola fermata costa, 4,8 sterline; per due stanze ammobiliate in una zona più o meno centrale l’affitto non è inferiore alle 400 Pound la settimana. La “Council tax” che comprende il servizio di spazzatura e altre cose è di circa 70-100 sterline al mese. Ed è solo l’inizio: è necessario tenere presente che per tutti i beni di prima necessità come i generi alimentari, il vestiario, ecc… hanno un costo di almeno il 20 per cento superiore a quello italiano. Nel budget è poi necessario considerare i divertimenti (altrimenti perché trasferirsi). Infine è da notare che gli stipendi sono più alti rispetto a quelli italiani, ma non così alti come ci si immagina.

La strada che unisce Trafalgar square a Parliament square

La strada che unisce Trafalgar square a Parliament square

A Londra si parla inglese. Sembra una cosa scontata ma non lo è perché la lingua rappresenta per la stragrande maggioranza degli italiani lo scoglio più difficile da superare. Scordatevi l’inglese scolastico: non è sufficiente per vivere e lavorare nella capitale del Regno unito. A volte nemmeno quello di livello universitario può bastare se si mira ad una carriera ad alto profilo. Molte persone, infatti, hanno studiato approfonditamente l’inglese ma non sono in grado di conversare spontaneamente nonostante le conoscenze, soprattutto per problemi di comprensione dell’accento e dello slang. Sarebbe meglio aver avuto già un’esperienza lavorativa in inglese se si aspira ad ottenere un lavoro in linea con il proprio livello d’istruzione. Mettete quindi in conto un corso di perfezionamento…

Londra è una città individualista. Da alcuni dati facilmente reperibili sul portale del governo del Regno unito risulta che Londra è la città europea con più singles. La cosa è piuttosto negativa (a parte per chi è in cerca di avventure occasionali), ed è figlia di rapporti tra le persone piuttosto freddi: si pensa più alla carriera che ai rapporti personali, lo stile, quindi, non è certo quello italiano… Se siete viaggiatori attenti noterete ad esempio quanta gente in città va giro con le cuffie per la musica alle orecchie (come dire: non disturbatemi).

Londra è carrierista. Appunto: meritocrazia ma competitività allo spasimo. Questo è quello che troverete a Londra. Riuscire nel lavoro rappresenta il massimo traguardo per i londinesi. I cosiddetti colletti bianchi soprattutto, lavorano facilmente anche 50 ore settimanali. Se non si reggono stress e ritmi di lavoro (soprattutto nelle grandi aziende) si viene subito tagliati fuori e scartati.

A Londra si mangia di tutto, ma si mangia male. Certo il ristorante italiano stellato c’è anche lì ma in generale gli inglesi non eccellono per la cucina. A Londra poi, dove tutto è frenetico, tutto è precotto e preconfezionato. I supermercati sono in generale piuttosto tristi e la qualità degli alimenti, soprattutto freschi, è di molto inferiore a quella italiana.

Londra è una città troppo affollata. Sarà capitato a molti di trascorrere un weekend a Londra e di trovarsi in mezzo al fiume umano di turisti che “scorrono” tra Piccadilly circus e Leichester square. Beh, preparatevi a rivivere quell’esperienza ogni giorno del vostro futuro soggiorno londinese in ogni angolo della cerchia interna della città. Londra è affollatissima e non solo di turisti. Abitare nella capitale del Regno unito significa sentire tutto il peso degli oltre 7 miliardi di individui del pianeta terra: volete trascorrere una domenica tranquilla in un parco? Siate pronti a condividerla con altre migliaia di persone a pochi centimetri di distanza da voi… Volete andare a cena in un ristorante che vi hanno consigliato? Troverete sicuramente la coda fuori a qualsiasi ora… Volete vedere l’ultimo musical, un concerto o una partita di rugby: pianificate tutto mesi prima perché troverete immancabilmente tutto sold out… That’s life, that’s London…

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