Ushuaia, viaggio nella Tierra del Fuego

La colonia di pinguini Magellano dell'isola Martillo nella Tierra del Fuego

Giù al Sud, fino alla fine del mondo, tra i pinguini di Magellano, il vento che spazza la brughiera, la neve e le montagne che lambiscono il mare. Oggi vi racconto della mia straordinaria esperienza nella città più meridionale del Mondo: Ushuaia. Solo a sentirne pronunciare il nome o a vedere dove si trova sulla carta geografica si è presi da un’agitazione quasi mistica. Non solo perché la città è circondata da una natura incontaminata ma perché Ushuaia è anche la capitale della mitica Tierra del Fuego, quella straordinaria regione del pianeta raccontata nel resoconto dei viaggi per mare del capitano portoghese Ferdinando Magellano.

Sono stato in Argentina ad Ushuaia per una settimana, durante l’estate australe, a dicembre, ho esplorato le sue strade, assaporato la cucina argentina del sud della Patagonia e apprezzato la semplice spontaneità dei suoi abitanti. Ho anche dedicato molte ore al trekking, che in queste zone del mondo è fantastico, e mi sono fatto travolgere dall’emozione nel vedere centinaia di pinguini vivere in libertà lungo le spiagge del canale di Beagle (guarda la gallery di Ushuaia e i pinguini).

Tutto questo è Ushuaia

La cittadina argentina è incastonata in una baia naturale posta nel canale di Beagle e si affaccia sull’imponente isola di Navarino, ultimo baluardo di terra prima di Capo Horn e dell’Antartide. La vita a Ushuaia è un mix di tranquilla quotidianità e frenetica attività turistica. Crocevia di decine di migliaia di viaggiatori l’anno è abitata da circa 60mila persone e si può convenzionalmente dividere in due zone: il corpo centrale e orientale in corrispondenza del porto (la cosiddetta “downtown”) dove sono ubicate la maggioranza delle attività commerciali, i negozi, gli alberghi e gli ostelli; e quella occidentale più residenziale dove vive la maggior parte della popolazione. I suoi abitanti sono in maggioranza argentini ma ad Ushuaia, neanche a dirlo, ci sono anche tanti è italiani o argentini di origine italiana.

Un'immagine notturna di Ushuaia. A queste latitudini d'estate la notte dura solo poche ore

Un’immagine notturna di Ushuaia. A queste latitudini d’estate la notte dura solo poche ore

Raggiungere la città

 E’ facilissimo anche se la distanza dalle grandi aree urbanizzate è enorme. Sono disponibili tutte le opzioni: via terra (in auto o con bus giornalieri provenienti dai maggiori centri urbani argentini e cileni) percorrendo l’unica statale che si snoda per tutta la Terra del Fuoco e la Patagonia attraversando più volte sia il territorio argentino che quello cileno; via mare con una delle numerose navi da crociera che solcano questa parte del Sudamerica doppiando (alcune) Capo Horn o addirittura spingendosi fino all’Antartide, oppure per via aerea grazie all’aeroporto internazionale della città che collega Ushuaia con la capitale argentina Buenos Aires e con il resto del mondo.

Io ho scelto il comodo e più veloce viaggio in aereo da Buenos Aires (circa 3 ore e mezza) per poter dedicare più tempo al soggiorno. Ho alloggiato quasi sempre in uno dei numerosi ostelli nei quali si possono incontrare persone e viaggiatori provenienti da tutto il mondo. Ho scelto il Freestyle backpackers hostel, uno dei più famosi di Ushuaia gestito niente meno che da un simpatico trentenne italiano. Ho dormito in una camerata condivisa con altri viaggiatori per entrare al massimo nel clima di avventura che si gode in questa parte del mondo (e anche per poter dedicare maggiori risorse economiche alle escursioni).

Le attività che si possono intraprendere nella capitale della Tierra del Fuego sono così tante che c’è davvero l’imbarazzo della scelta e anche un periodo di soggiorno lungo non sembra sufficiente per poter soddisfare tutte le curiosità. Si va dalle semplici camminate alle attività più turistiche, dalle esplorazioni per principianti fino alle autentiche spedizioni avventurose.

La più classica delle mete (visita della cittadina a parte) è quella di una giornata di cammino nel parco nazionale della Terra del fuoco (settore Lapataia) i cui confini iniziano a pochi chilometri a Ovest della città. Altre mete turistiche sono le escursioni in mare per vedere i pinguini, i leoni marini e le balene. Io amo particolarmente il trekking e, quindi, ho cercato di dedicare almeno una parte del mio soggiorno a questa attività. Anche in questo caso c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Il cartello "Fin del Mundo" fotografato da migliaia di turisti ogni anno

Il cartello “Fin del Mundo” fotografato da migliaia di turisti ogni anno

I trekking

Il primo che ho effettuato è quello della “Laguna Esmeralda”, un’escursione di un giorno con camminata di circa 9 chilometri di dislivello non eccessivo lungo un largo sentiero, una sorta di pista che viene utilizzata in inverno come percorso per i cani da slitta e in estate per gli allenamenti degli husky. Non ho incontrato istruttori con cani ma non è raro incrociare anche d’estate una muta in allenamento. Il punto d’inizio dell’escursione si trova parecchio a Nord Ovest di Ushuaia e si può raggiungere solo in taxi o in minibus privato.

Per il secondo trekking ho scelto una meta più impegnativa: la salita alle falde del ghiacciaio Vinciguerra per ammirare le lagune “Encantada” e “Tempanos”, due laghi alpini posti ad un migliaio di metri di altitudine. Il trekking è lungo poco più di 13km con un dislivello, però, di oltre 700 metri e per godere appieno l’esperienza l’ho diviso in due giorni: sono salito alla laguna “Encantada” e piazzato la tenda così ho poi affrontato agilmente la traversata di un paio d’ore che collega le due lagune senza il peso dell’eguipaggiamento. Esplorata anche la seconda laguna (più vicina alle pendici del ghiacciaio) sono ritornato al mio campo per il pernottamento. Il giorno seguente sono ridisceso in direzione di Ushuaia.

Ushuaia (25)Le particolarità di questo trekking patagonico sono due: una camminata di circa un’ora in una spettacolare torbiera e l’incontro garantito con i castori… Sì i castori! Questi simpatici animaletti hanno deformato buona parte del paesaggio montano realizzando le loro case e le loro dighe lungo i corsi d’acqua distruggendo letteralmente la natura (ci sono anche nel parco nazionale della Terra del Fuego). Originari del Canada vennero importati negli anni Quaranta con l’intento di installare nella regione l’industria della pelliccia, ma essendo privi di predatori naturali si sono poi moltiplicati a dismisura. Anche per questa escursione non esistono mezzi pubblici per raggiungere il punto di partenza (si trova ad una decina di chilometri da Ushuaia) ed è quindi necessario effettuare una corsa in taxi.

Esistono altre decine di trekking interessanti nella zona. Cito i più spettacolari: il primo è il “Passo dell’Oveja”, un percorso di 31 chilometri da effettuare in due giorni che entra anche nel parco nazionale della Terra del Fuego ma che può essere insidioso o interrotto dalla continua caduta di alberi. Il secondo è il più impegnativo della regione. Si tratta del circuito del “Dente del Navarino” sull’isola di Navarino posta davanti alla baia di Ushuaia: E’ una vera e propria spedizione caratterizzata da una lunga e impegnativa camminata di non meno di 5 giorni (oltre 50 chilometri) con scarsissima presenza di acqua, nessun rifugio e venti che spazzano il paesaggio arrivando a velocità impensabili (è necessario portare il passaporto perché l’isola è territorio cileno non argentino).

Per ogni escursione è, comunque, consigliata prima una visita all’ufficio turistico che si trova in centro a Ushuaia che fornisce mappe, condizioni e accessibilità dei percorsi, informazioni meteo, e in cui ci si può registrare indicando quali trekking si compiranno (non è obbligatorio ma è una misura di sicurezza). L’ufficio, tra l’altro, essendo ubicato in un edificio storico, rappresenta una delle tappe del tour della cittadina e gli impiegati timbrano a richiesta il passaporto dei viaggiatori con il simbolo “Ushuaia fin del mundo”.

Ushuaia (23)Le attrazioni della capitale della Tierra del Fuego

Intanto lo shopping: la downtown è un vero e proprio centro commerciale dell’outdoor. Per chi ama questo tipo di articoli è come entrare in un negozio di caramelle: ci sono decine di negozi con ogni tipo di attrezzatura e tutti i brand. Inoltre la città è ufficialmente un porto franco e i prezzi sono bassi perché non tassati. Sul fronte food la città è piena di ristorantini e molti propongono il classico barbecue argentino con il maiale fuegino infilzato su lunghe stecche e cotto sulla fiamma viva del camino (uno spettacolo per gli occhi e per il palato). Qualche ora si può poi dedicare alla visita del Museo marittimo e del museo “Fin del Mundo”.

L’Antartide

Una delle mete più ambite per chi si trova in questa parte del mondo è quella dell’Antartide. Riuscire ad imbacarsi su una nave e raggiungere il continente del polo Sud è il sogno di tutti i viaggiatori della Patagonia. Ushuaia e uno dei pochissimi punti di partenza di queste navi ma il problema è che la crociera è praticamente insostenibile finanziariamente per il 99% delle persone.

Per una settimana di navigazione e sbarco di sul continente non si spende meno di 5/6 mila euro a persona in sistemazioni piuttosto spartane. Per salire su una rompighiaccio di lusso (secondo gli standard di un rompighiaccio) i prezzi possono arrivare anche a 40mila euro. Ci sono, però, biglietti super-scontati lastminute a circa 1.500/2.000 euro e se si ha almeno un mese a disposizione per recarsi tutti i giorni al porto o per fare il giro delle agenzie turistiche alla fine ci sono buone possibilità di imbarcarsi senza dover chiedere un prestito in banca.

I pinguini

Un’altra delle cose imperdibili da fare durante un viaggio nella terra del fuoco è quella di ammirare i pinguini nel loro habitat naturale. Ci sono decine di tour operator nella zona del porto che organizzano escursioni giornaliere in barca per vedere questi straordinari uccelli. Io ho scelto un’escursione con sbarco a terra su un’isola abitata da una colonia di pinguini per poterli vedere da molto vicino. Questo paradiso ha base nell’area della più vecchia fattoria di tutta la terra del fuoco: la “Estancia Arberton” ubicata ad un’ottantina di chilometri ad Est di Ushuaia e che copre 50mila acri tra territorio e mare.

L’escursione dura una giornata: si parte da Ushuaia in mini-bus percorrendo la statale Est della Tierra del Fuego. Si sosta per ammirare i “flag trees”, alberi con la sagoma modificata dall’incessante potenza del vento e si prosegue fino alla fattoria dove si visita il museo laboratorio marino di Acatushun. Il museo ha una collezione di oltre 2.700 scheletri di mammiferi e uccelli marini e la visita è l’occasione per approfondire le caratteristiche dei pinguini di Magellano e dei pinguini Papua (Gentoo Penguin) che sono la meta dell’escursione.

Un pinguino controlla una buca nel terreno

Un pinguino controlla una buca nel terreno

Dopo il museo si sale a bordo di un gommone o di una piccola imbarcazione e si naviga per circa mezz’ora nel canale di Beagle fino a raggiungere l’Isla Martillo che ospita una grande colonia di pinguini. Lì si possono ammirare gli uccelli e camminare tra loro a distanza di meno di un metro. Accompagnati da una guida si visita la spiaggia dove sostano centinaia di esemplari e poi ci si spinge all’interno dove i pinguini hanno le loro tane covano le uova e si proteggono dalle intemperie. L’esperienza è assolutamente indimenticabile e dura alcune ore. Tornati indietro si visita brevemente l’Estancia e si riparte alla volta id Ushuaia.

I pinguini tornano sulla spiaggia dopo una battuta di pesca

I pinguini tornano sulla spiaggia dopo una battuta di pesca

Ushuaia è visitabile tutto l’anno, ma conviene farlo durante la primavera o l’estate australe da ottobre a marzo momento in cui si possono compiere le escursioni a piedi e via mare, e trovare le strutture d’accoglienza aperte anche fuori dalla città. Se, invece, si opta per l’inverno l’attività principale è lo sci che si pratica a Cerro Castor, una montagna che dista solo una trentina di chilometri dalla città e che è uno degli ski resort più famosi dell’emisfero australe. Dopo il soggiorno a Ushuaia se siriparte via terra verso Nord e la Patagonia si proverà, infine, l’emozione di passare in traghetto per il celeberrimo stretto di Magellano.

 

 

 

Be the first to comment on "Ushuaia, viaggio nella Tierra del Fuego"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*